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Hanno vinto loro (almeno per ora)

Parigi

Il mio soggiorno, venerdì sera: Parigi ovunque.

Hanno vinto loro. Alla fine non partiremo tutti e tre felici e rilassati per Parigi fra 10 giorni.

Volo prenotato da luglio, airbnb meraviglioso prenotato a settembre ma niente, non si parte.

Perché la Popi ha paura, è inquieta e allora no, non si parte.

Le sue inquietudini le ha manifestate ieri sera al papà: probabilmente qui da me sentiva tanta confusione e non voleva passare per quella che scombussola i piani, anche se avevo intuito il disagio e stavo ancora temporeggiando per definire gli ultimi dettagli del viaggio. Forse aspettavo solo una scusa, un suo cenno, per capire che era meglio non andare.

All’indomani dell’attentato lo avevo detto a chi mi chedeva “Partite o no?” io rispondevo: io posso anche partire, non voglio che la paura mi fermi dall’essere libera, ma se la Popi non si sentirà tranquilla non partirò. E così è.

È difficile accettarlo, soprattutto perché è un viaggio a cui tenevamo tanto: il primo viaggio in tre, il primo viaggio importante in tre. Quello per cui abbiamo aspettato un anno e 3 mesi, quello per cui abbiamo messo da parte i soldi, quello per cui abbiamo lavorato anche ad agosto, “Tanto a fine novembre, mentre tutti gli altri lavorano, non stacchiamo e ci rilassiamo.”. E invece no. Ha vinto la paura. 

Perché io senza di lei non vado. Perché starebbe in pensiero per me che sono là, dove tutto è successo, e perché è un viaggio che le avevo promesso, una vacanza per tutti e tre, non solo per me e Davide.

Il sentimento della rabbia e dell’impotenza che mi pervade da venerdì sera è sempre più forte. Perché non solo hanno ucciso tante persone innocenti, ma hanno messo la paura nelle teste di tutti: hanno vinto loro, cazzo. Perché tutti noi adulti andiamo avanti con le nostre vite, anche se dentro abbiamo paura; i bambini non la nascondono, non la sanno nascondere ed è giusto così.

Probabilmente l’errore è mio. Da sabato ho letto miliardi di cose sul come raccontare quello che è successo ai bambini, come non fargli sentire la paura, ma evidentemente ho fallito. Non so come fare a darle fiducia, a farla sentire sicura in un mondo che in questo momento non pare tanto sicuro nemmeno a me. Mi sento un fallimento nel non sapere come fare perché mia figlia non abbia paura.

Sono arrabbiata. Tanto arrabbiata. Lo so che il mio è un motivo futile. Ma non è futile l’avere paura, il guardarsi le spalle, il non prendere una metropolitana o un aereo con leggerezza. Non è futile che una bambina di nove anni abbia paura di andare in vacanza.

1 Comment

  1. Sara

    18 Novembre 2015 at 14:37

    Tu sei brava. E la paura a volte è utile. Vivere senza paura non è saggio. I bambini devono solo maturare un po’, coi loro tempi, per imparare che essere coraggiosi e saggi significa non tanto cancellare la paura quanto conoscerla e vivere nonostante quella.

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